Con l'analisi e l'anamnesi kinesiologiche spesso si scoprono così correlazioni tra problemi osteomuscolari e patologie viscerali ( gastroenteriche, respiratorie, cardiovascolari, urologiche ), già note o meno al paziente, tra alterazioni del sistema masticatorio, dell'assetto oculare e di quello del cranio con disturbi emergenti nei distretti inferiori del corpo ( ad esempio con problemi discali ) e viceversa, tra traumi, cicatrici, pregressi interventi chirurgici nei vari distretti e disturbi odontoiatrici, cefalee o problemi neurologici ecc.
Si tratta spesso di ripercorrere una storia dei vari squilibri , dei traumi e degli agenti patologici e disturbanti che hanno agito e che sono tuttora attivi nella vita della persona e di poter stabilire in che misura ogni squilibrio attuale determina un fattore di stress generale o specifico per i vari distretti. Solamente comprendendo questo panorama, unico per le caratteristiche e la storia di ogni individuo, è possibile attuare una serie di correzioni e di cure efficaci, trattando appunto quella storia, quell'insieme di cause e di situazioni specifiche senza correre il rischio di prescrivere rimedi, di praticare manipolazioni, di dare consigli o raccomandazioni stabiliti in base a criteri impersonali, legati magari ai nomi dati alle varie patologie, o a norme di vita generalizzate e uguali per tutti. Come tutte le discipline olistiche la Kinesiologia e l'Osteopatia non curano parti o malattie di persone ma si curano dei nessi tra la persona ed ogni fattore in grado di promuovere salute o danno.
Risulta fondamentale allora comprendere il concetto di Equilibrio Funzionale dell'Organismo.
L'organismo umano, sotto stress, è fondamentalmente caratterizzato dalla attitudine ad adattarsi, a resistere, a
mantenere i suoi scopi, ad attuare continui compensi per non avvertire dolore e per salvaguardare le sue funzioni più vitali. Proprio tale capacità di compensare l'infinità di traumi fisici, chimici e psicologici cui si trova esposto, se da un lato consente di mantenere intatta la possibilità di "andare avanti", dall'altro gli impedisce di riconoscere e di liberarsi di quei fattori che finiscono per comprometterne la salute ed il benessere. Se una tale capacità di adattamento e di "assuefazione" ha senso in situazioni di effettivo pericolo e di lotta per la sopravvivenza, essa diventa assolutamente controproducente quando, una volta garantiti i bisogni fondamentali, come nella nostra società occidentale, gli scopi "prioritari" da mantenere sono fondamentalmente legati ad aspetti educativi e a modelli culturali che obbligano ad una estenuante fatica fisica e psichica e a stereotipi comportamentali, anziché all'acquisizione del diritto alla gioia, al piacere, alla comodità. Siamo allora esposti dall'ambiente e dalle nostre scelte ad un continuo bombardamento di stimoli mediati da fonti non dirette ed innaturali (uditivi, visivi, elettromagnetici, alimentari, voluttuari, emozionali, cognitivi ecc. ), siamo esposti nel lavoro, dai sistemi di trasporto e di comunicazione, nelle attività ricreative, a continui microtraumatismi meccanici e, oltre a tutto ciò, non usufruiamo quasi mai di situazioni di contatto fisico diretto, di un'esperienza percettiva attraverso il nostro corpo e i nostri organi di senso.
Continua ...
Torna a kinesiologia
Copyrigth Kinosteomed 2006                                                         Home | Chi Siamo | Dove Siamo | Servizi | Articoli | Mail | Link |